Dopo “Following the Sun” ed “Evergreen”, il nuovo singolo “Offline” prosegue il percorso che porterà all’album omonimo, approfondendo temi legati all’autenticità e alla vita contemporanea.
- Perché hai scelto proprio “Offline” come titolo del progetto?
Ciao ragazzi e grazie per l’invito! Ammetto che l’idea non è stata mia, ma di Andrea Pisana, produttore della maggior parte del disco, la mia idea era di chiamarlo “Everest”, altro pezzo dell’album. Ma, con il fatto che il disco sia uscito il 20 marzo SOLAMENTE in versione fisica (e non uscirà in rete), mi ha acceso la lampadina proponendomi d’intitolarlo “Offline”, proprio per mantenere l’idea di stacco e rafforzare il concetto di staccarsi dalla rete, compreso per ascoltare musica
- Che ruolo ha questo brano all’interno del disco?
Un pò un’imposizione, ma buona, nel confronto dell’ascoltatore, il consiglio di staccare da tutto e tutti, e godersi anche (principalmente) le piccole cose della vita senza connessioni esterne. Anche per questo il disco è uscito solamente in formato digitale. Mi piace immaginare che, chi l’ha già ascoltato, si sia fermato sul divano come si faceva un tempo, senza metterlo di sottofondo
- Qual è il filo rosso che collega i singoli pubblicati finora?
Rispetto a quelli pubblicati finora, oltre al titolo in inglese che ha fatto pensare che fossero tutti brani cantati in lingua anglofona, si può dire che sia un pò una rottura, in “Following the sun” si parla di quotidianità, in “Evergreen” si parla di solitudine e mancanza d’affetto, con “Offline”, la “solitudine” indicata è rigenerativa
- Quali aspetti della società contemporanea volevi raccontare attraverso l’album?
Ogni brano racconta un aspetto differente, oltre ai brani già citati si parla di fratellanza in “Don’t cry my bro”, di stacco totale da una vita malata “Change”, di smarrimento in “Sunday” e chissà di cosa parleranno gli altri brani.
- Cosa speri che il pubblico porti con sé dopo l’ascolto?
E’ un pò utopico questo pensiero, ne sono consapevole, però mi piacerebbe che la gente cominciasse a valutare di più i tempi morti e si goda la vita reale.








