Italiani Musica

“Tra bollette e sogni che resistono”: Ramo racconta la quotidianità dietro “Following the sun”

Ramo verticale

Treni presi all’alba, giornate che si somigliano, sogni da proteggere più che da inseguire.

Following the sun non racconta una fuga romantica, ma una forma più sottile e necessaria di resistenza: quella di chi continua a coltivare una passione mentre la realtà chiede presenza, pagamenti e compromessi.

In questa intervista, Ramo parla senza filtri del lato più autobiografico del brano, del perché oggi sognare possa far sentire fuori posto e di come il divertimento, in certi casi, non sia evasione ma un vero e proprio atto di sopravvivenza emotiva. Un racconto diretto, quotidiano, che trasforma una storia personale in qualcosa di sorprendentemente condivisibile.

Treni, routine, giornate tutte uguali: quanto di autobiografico c’è in “Following the sun”?

Ciao ragazzi e grazie per l’invito!
Tutto, forse troppo (ride).

Nel brano il divertimento non è evasione, ma resistenza. È così anche per te?

Entrambi, sicuramente voler “azzardare” la strada artistica (musicale o altro che sia) ti porta, oltre che a coltivare una passione, a farla resistere.
In un mondo di bollette, debiti da pagare ed ingiustizie, se non si fa resistere quella (piccola o grande che sia) evasione saremmo tutti fregati.

Quanto è difficile oggi continuare a sognare senza sentirsi fuori posto?

Molto difficile purtroppo, ma è proprio questa la parte bella del percorso.

Cantare in inglese una storia così “italiana” è stata una scelta naturale o ragionata?

Una scelta naturale in realtà, per quanto utopica per una persona come me. Mi è venuta così di getto quando la scrissi che non ho azzardato a tradurla sinceramente.

Se dovessi dedicare “Following the sun” a qualcuno, a chi sarebbe?

A me, quello di ieri, di oggi e del futuro in primis, ma, come dico anche durante le mie presentazioni “Nelle mie canzoni parlo della mia vita… e forse anche della tua”.

Change privacy settings
×