Per studenti e lavoratori fuori sede i prezzi dei biglietti sono alle stelle: alcune tratte superano i 500 euro, ma ci sono agevolazioni e soluzioni alternative
Anche quest’anno chi vive lontano da casa deve fare i conti con il caro voli natalizio. Secondo i dati delle principali associazioni dei consumatori, i prezzi per tornare nel Sud Italia o nelle isole toccano cifre altissime. Spostarsi da Nord a Sud per passare le feste in famiglia può significare, in molti casi, spendere anche più di 400 euro per un volo andata e ritorno, con punte che sfiorano i 500 euro. Un impatto economico importante per studenti e lavoratori fuori sede, che spesso si trovano costretti a cercare soluzioni creative per contenere i costi.
Prezzi in salita su tutte le tratte: da Torino a Palermo si sfiorano i 500 euro
I dati raccolti da Assoutenti restituiscono una fotografia chiara: rispetto al 2024, i biglietti aerei per le festività hanno subito rincari in quasi tutte le principali tratte interne. Per chi vuole viaggiare da Torino a Palermo con andata fissata al 24 dicembre e ritorno al 6 gennaio, il prezzo supera i 500 euro, registrando un aumento vicino al 50% rispetto all’anno scorso. Anche il volo da Pisa a Catania tocca quota 492 euro nelle stesse date, rendendo difficile per molti giovani sostenere la spesa.

Prezzi in salita su tutte le tratte: da Torino a Palermo si sfiorano i 500 euro – wemusic.it
I rincari non risparmiano neppure le tratte per la Sardegna. Da Milano a Cagliari, il prezzo medio è salito da 147 a 193 euro. Da Bologna a Cagliari, si arriva a quasi 300 euro, mentre il collegamento tra Venezia e Palermo tocca i 382 euro. Chi parte da Verona per Catania spende circa 400 euro. Anche chi viaggia da Milano a Palermo si trova a dover pagare un biglietto che sfiora i 400 euro. Nonostante la crisi economica e le difficoltà generalizzate, i costi del trasporto aereo interno non mostrano segnali di flessione reale.
Una situazione paradossale emerge se si considera che, con un po’ di flessibilità, conviene fare scalo all’estero. Un volo Milano–Catania con scalo a Varsavia, in Polonia, può costare meno di 90 euro. Un’alternativa surreale, certo poco pratica, ma che dimostra quanto le tariffe sulle tratte nazionali possano essere sproporzionate rispetto ai reali costi e alle distanze.
Bonus per Sicilia e Sardegna e tratte in calo: i casi in cui si può risparmiare
Non tutto però si traduce in stangate natalizie. Alcune tratte hanno subito lievi cali rispetto allo scorso anno. È il caso della Trieste–Catania, scesa da 445 a 318 euro, oppure della Genova–Catania, che da oltre 600 euro è passata a 392. Piccoli ribassi anche sulla Roma–Cagliari, che oggi costa 110 euro contro i 130 dell’anno passato. Resta comunque un quadro in cui solo poche rotte mostrano segnali incoraggianti, mentre la tendenza generale è al rialzo, anche a causa dell’aumento del traffico aereo e dei costi operativi.
Un aiuto concreto arriva però dai bonus regionali. In Sicilia, è stato prorogato il bonus caro voli fino al 28 febbraio 2026. Gli sconti sono riservati ai residenti siciliani e riguardano tutte le principali tratte da e per Palermo, Catania, Trapani, Comiso, Pantelleria e Lampedusa. La riduzione è del 25% sul prezzo del biglietto, con possibilità di arrivare al 50% per categorie fragili, come studenti, persone con ISEE sotto i 15mila euro e invalidi. Il contributo si applica su voli con destinazione o partenza da Milano e Roma, ma anche dagli aeroporti di Bergamo, Linate, Ciampino e Malpensa.
Anche la Sardegna ha stabilito un contributo strutturale a copertura del 25% del prezzo del biglietto. Valido per ogni singola tratta, consente un rimborso fino a 125 euro, purché il costo del biglietto superi i 500 euro. Le richieste vanno presentate entro il 31 marzo dell’anno successivo, offrendo così una finestra utile anche a chi rientra dopo l’Epifania.
Per il momento, però, il problema di fondo resta irrisolto: chi vive fuori e vuole passare il Natale con i propri cari è costretto a prenotare con largo anticipo, oppure a inventarsi viaggi alternativi con più tappe, pur di non spendere cifre esorbitanti per una sola tratta. Un disagio che si ripresenta ogni anno e che, a oggi, non ha trovato una risposta strutturale a livello nazionale.
Vacanze di Natale addio, rincari fino al 50% su questi viaggi - wemusic.it






