‘L’estate, l’amore e la violenza’ è il titolo del tour estivo dei Baustelle, che fa seguito al disco “l’amore e la violenza”, pubblicato a gennaio, e ad un tour teatrale sold-out in tutte le date che segna . un ritorno all’immediatezza synth-pop delle origini. Domenica 27 agosto alle ore 21 sono attesi al Castello di Santa Severa per un concerto da non perdere organizzato dalla Regione Lazio, in collaborazione con LAZIOcrea SpA, Mibact, Comune di Santa Marinella, Coopculture e Sevensounds.
I BAUSTELLE si formano a metà degli anni 90 nella zona di Montepulciano (Siena), come classica formazione di studenti universitari che condividono la passione per la musica. L’anima del gruppo, colui che scrive le canzoni nonché il frontman, è Francesco Bianconi, talentuoso ragazzo toscano con la passione per i grandi compositori pop degli anni 60. Gli altri membri sono Rachele Bastreghi (importante seconda voce femminile), Fabrizio Massara (arrangiatore elettronico e tastierista), e Claudio Brasini (chitarrista).
Il nuovo album L’amore e la violenza che dà il titolo anche al tour è stato pubblicato il 13 gennaio 2017 e segna il ritorno a una scrittura più “adolescenziale” ma che non intende rinunciare alla poetica “alta”, colta, ricercata, tipica del songwriting di Francesco Bianconi, oggi intento ad alternare drammatici temi d’attualità (l’idiozia di questi anni) con vivide istantanee che immortalano la quotidianità di ognuno di noi, mettendo in sequenza jihadisti e scambisti, attentati e discoteche, governi in bilico e dipendenze, guerre e sesso, violenza e amore. E “Betty” è l’ultimo singolo che come scrive a proposito del brano Francesco Bianconi: “….è un ritratto di ragazza di oggi, in bilico tra una vita da social network e un rapporto con la realtà ben raccontato tra le righe della canzone (“Betty / è bravissima a giocare / con l’amore e la violenza / si fa prendere e lasciare / che cos’è la vita senza / una dose di qualcosa / una dipendenza).
Per queste ragioni L’amore e la violenza è un tour che sorprende, perché i BAUSTELLE per la prima volta non cercano di spostare l’asticella in alto, verso lidi non ancora esplorati, ma preferiscono tornare indietro su territori già abilmente praticati in passato, secondo una certa estetica “vintage” e allo stesso tempo contemporanea in quello che secondo Bianconi doveva essere “… un disco di canzoni d’amore in tempo di guerra….. Insomma canzoni d’amore romantiche, ma in cui c’è la guerra sullo sfondo. La violenza è il contesto.”
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