L’afrobeat di Seun Kuti sbarca in Italia, in arrivo cinque date con la band del padre Egypt 80

Al via sabato 23 novembre il primo tour italiano nei club del musicista nigeriano Seun Kuti, figlio più giovane del pioniere dell’afrobeat Fela Kuti.

Seun ha inaugurato la sua carriera subito dopo la morte prematura del genitore nel 1997, assumendo la guida della band paterna, gli Egypt 80, a soli quindici anni. Come il padre, Seun lotta con la musica per l’affermazione del proprio popolo.

Oluwa Seun Anikulapo Kuti è ora un’icona dell’Africa militante che vuole emergere con le proprie forze e la propria cultura, contro l’ingiustizia, la corruzione e l’arroganza del potere. Dal padre Fela, conosciuto anche come “The Black President”, Seun ha ereditato non solo la passione e il talento musicale, ma, anche l’impegno politico e sociale.

L’afrobeat di Seun Kuti, infatti, è permeato dalla storia della black music, con inflessioni rap e new soul in un succedersi di suoni e messaggi che hanno attualizzato e amplificato il retaggio culturale paterno. La sua musica fatta di polifonie sincopatebassi profondi e suggestioni ritmiche, trasporta e coinvolge l’ascoltatore tra vocifiatichitarre e percussioni.

Voglio fare l’afrobeat per la mia generazione -commenta l’artista- invece che ‘alzati e combatti’, il messaggio deve diventare: alzati e pensa”. Sassofonista e cantante, il giovane Kuti cita fra i propri ispiratori Miles Davis, il musicista e poeta afro-americano Gill Scott Heron, i rapper Timbaland e Dr. Dre, pur restando osservatore dei canoni classici del filone black. In un’epoca in cui l’afrobeat è riscoperto e citato in molteplici ambiti musicali contemporanei, dall’Hip-Hop alla techno e a tutta la tropical music, Seun Kuti & Egypt 80 rappresentano l’autentica radice originale, seppur rafforzata dalla giovane energia e da una notevole apertura a contaminazioni artistiche.

Con lui, la storica formazione Egypt 80, -“La più infernale macchina ritmica dell’Africa tropicale” -, nome inventato da Fela nel 1977, rifacendosi all’antica civiltà egizia. Sul palco Oluwa Seun Anikulapo Kuti (voce, sax, tastiere), Adebowale Osunnibu (sax), Ojo Samuel David (sax), Adedoyin Adefolarin (tromba), Oladimeji Akinyele (tromba), Joy Opara (voce, danza), Iyabo Adeniran (voce, danza), David Obanyedo (chitarra), Oluwagbemiga Alade (chitarra), Kunle Justice (basso), Shina Niran Abiodun (batteria), Kola Onasanya (conga), Wale Toriola (percussioni) e Okon Iyamba (shekere).

Durante i concerti è prevista una selezione dalla discografia dell’artista, dal primo album “Many Things” del 2008 fino all’ultimo EP “Night Dreamer Direct-To-Disc Sessions” registrato in presa diretta con i brani dall’ultimo disco ‘Black Times’, candidato ai Grammy Awards come miglior album world e contenente anche un featuring con Carlos Santana.

Il tour è realizzato in collaborazione con Django Concerti.

Le date del tour:

sabato 23 novembre, Linecheck Festival, Base, Milano

giovedì 28 novembre, Locomotiv, Bologna

venerdì 29 novembre, Monk, Roma

sabato 30 novembre, Il Volo del Jazz Festival, Teatro Zancanaro, Sacile (PN)

domenica 1 dicembre, Teatro Miela, Trieste

Ivano Moriello

Giornalista da circa 15 anni, amo la musica e i viaggi. I concerti live sono il mio pane quotidiano e seguo con grande passione il calcio, tifando per il Napoli.

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