Le leggendarie ‘Roxy performances’ di Frank Zappa raccolte in un box set

Nel dicembre del 1973, Frank Zappa tenne una serie di concerti al Roxy Theatre sul Sunset Strip di Hollywood per celebrare il decennale della sua band, The Mothers Of Invention. É uno dei momenti fondamentali nella carriera di Zappa, con le Mothers in una formazione stellare; 5 concerti in tre notti e, pochi giorni dopo nel pieno di questa settimana incredibilmente prolifica, Zappa portò la band ed una troupe ai Bolic Studios di Ike Turner per registrare gli overdub che arricchiranno l’album Roxy & Elsewhere e filmare l’intera session.

8 ore di musica sono state mixate nel 2016 dal Craig Parker Adams da nuovi nastri in alta definizione trasferiti dai multi-traccia originali. Oltre ai 4 show del 9 e 10 dicembre ed al soundcheck dell’8 dicembre ci saranno anche contenuti bonus estratti dalle prove con brani inediti ed il meglio delle session di registrazione ai Bolic Studios.

Inoltre un booklet di 48 pagine con foto delle performance, note del Vaultmeister Joe Travers, un saggio del giornalista australiano Jen Jewel Brown (amico e fan della Zappa Family) ed uno del cantante e chitarrista americano ed ex-Blasters Dave Alvin che ricordano gli show ed una selezione di articoli dell’epoca.

“Questa è una delle mie line-up zappiane preferite di sempre. In questo box ci sono le migliori notti di musica che Los Angeles abbia mai avuto in una venue storica” ha dichiarato Ahmet Zappa, figlio di Frank che ha co-prodotto questo progetto con Travers.

Varie parti di questi concerti sono già uscite in passato – la prima volta nel 1974 nell’album Roxy & Elsewhere, poi nel 2014 in Roxy By Proxy e quindi nel 2015 nella soundtrack di Roxy The Movie – ma mai in versione integrale. The Roxy Performances cattura Zappa And The Mothers al massimo della forma appena dopo la pubblicazione dell’album Over-Nite Sensation, in una piccola venue di fronte ad un pubblico entusiasta con una delle migliori line-up (George Duke alle tastiere, il bassista Tom Fowler, il trombonista Bruce Fowler, il sassofonista e vocalist Napoleon Murphy Brock, la percussionista Ruth Underwood ed i batteristi Ralph Humphrey e Chester Thompson) magistralmente guidata da Zappa attraverso composizioni avventurose e musicalmente complesse.

Come scrisse il recensore del Los Angeles Times descrivendo quei concerti “ciò che accade in ogni show di Zappa e The Mothers of Invention è imprevedibile. Quello che invece è prevedibile è la qualità dello show. Ogni volta che li ho visti si sono dimostrati eccellenti. E così è stato anche domenica sera al Roxy”.

Anche l’inviato del Los Angeles Herald-Examiner rimase impressionato “Zappa, il John Cage della controcultura, ha assemblato un fenomenale gruppo di musicisti. Tom Fowler al basso, suo fratello Bruce al trombone, Ralph Humphrey e Chester Thompson alla batteria e George Duke, la cui abilità alle tastiere ha quasi messo in ombra il leader stesso. E la straordinaria percussionista Ruth Underwood che ha tenuto il ritmo frenetico della band senza sbagliare un intervento”.

I brani eseguiti nei 5 show comprendevano principalmente estratti dagli album Uncle Meat, Hot Rats, Waka/Jawaka e Over-Nite Sensation. In scaletta anche alcuni classici dei concerti come Village Of The Sun, Pygmy Twylyte, Cheepnis, Penguin In Bondage, Echidna’s Arf (Of You), Don’t You Ever Wash That Thing e Cosmik Debris, inedito che sarebbe poi registrato per il successivo album in studio Apostrophe (‘) del 1974.

Jan Jewel Brown e Dave Alvin testimoniano con le loro parole quello che videro agli show grazie alle note che accompagnano il box. Dave Alvin racconta inoltre di quando incontrò Zappa a Capri nell’estate 1982 durante un tour in Italia con i Blasters e di come Frank sgranò gli occhi quando gli disse d’essere stato presente alle esibizioni del Roxy Theatre. “Le Mothers del Roxy erano una straordinaria combinazione di arte alta e bassa, di tecnica magistrale ed umorismo tagliente con un tocco unico di selvaggio abbandono”.

Brown scrive: “In questi show Zappa si dimostra una vera bestia da palcoscenico. Il Roxy è un disco “culturale” e c’è il tipico Zappanalia degli albori. Frank si era gettato alle spalle i disastri del dicembre del 71 e si era immerso completamente nella musica per creare qualcosa di formidabile ed indelebile”.

Raf Santillo

Sono un giornalista da svariati anni. La musica fa parte della mia vita e mi piace tantissimo assistere ad eventi dal vivo di ogni tipo.

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