Museo delle illusioni a Milano
Cosa succede quando, entrando in un museo, non basta più guardare ma bisogna toccare, ascoltare, assaggiare, muoversi e perfino mettere alla prova il proprio equilibrio? È questa l’idea alla base del Museum of Senses di Milano, che abbiamo visitato per We Music.
Situato in Viale Monte Grappa 10, tra Porta Garibaldi e Moscova, è molto diverso dall’idea tradizionale di museo. Qui non ci sono opere da osservare in silenzio e teche davanti alle quali fermarsi: il visitatore diventa parte dell’esperienza.
Il percorso comprende oltre 30 installazioni interattive dedicate non soltanto ai cinque sensi più conosciuti, ma anche all’equilibrio e alla percezione del proprio corpo nello spazio.
La cosa che ci ha convinto maggiormente è proprio il carattere estremamente pratico dell’esperienza. Non si passa semplicemente da una sala all’altra: bisogna provare, sperimentare e lasciarsi sorprendere.
Tra le installazioni ci sono il letto di chiodi, la stanza dell’equilibrio, il labirinto di specchi e l’acqua levitante, insieme ad ambienti costruiti attraverso luci, colori, suoni e superfici differenti.
Ed è probabilmente questa continua alternanza a rendere piacevole la visita: quando pensi di aver capito come reagirà il tuo corpo, l’installazione successiva riesce spesso a cambiare nuovamente la percezione di quello che hai intorno.
Il risultato è un percorso che mescola divertimento, curiosità e piccoli esperimenti scientifici, senza assumere il tono di una lezione.
Uno degli elementi più particolari arriva praticamente subito. All’ingresso ci si toglie le scarpe e si ricevono speciali calzini che brillano sotto la luce UV, utilizzati anche per esplorare i pavimenti tattili presenti nel museo.
Nel biglietto è compreso infatti il SenseKit, formato dai calzini e da una Taste Box destinata all’esperienza dedicata al gusto.
È un dettaglio che aiuta immediatamente a entrare nello spirito del Museum of Senses: qui lo spettatore passivo praticamente non esiste.
Il suo punto di forza è la capacità di parlare a pubblici differenti.
Con i bambini può diventare un modo divertente per avvicinarsi ai fenomeni legati ai sensi e alla scienza. Tra amici o in coppia, invece, emerge maggiormente l’aspetto ludico: alcune prove diventano inevitabilmente occasioni per confrontare le proprie reazioni e divertirsi insieme.
E non mancano naturalmente gli ambienti particolarmente scenografici, perfetti anche per qualche foto originale.
Ma sarebbe riduttivo considerarlo soltanto un luogo “instagrammabile”. Dietro il divertimento c’è un’idea interessante: ricordarci quanto facilmente vista, equilibrio, tatto e percezione dello spazio possano essere ingannati.
Ed è proprio quando qualcosa sembra impossibile che scatta spontaneamente la domanda: “Com’è possibile?”
Per noi sì.
Lo consigliamo soprattutto a chi cerca qualcosa di diverso da fare a Milano, alle famiglie con bambini e ragazzi, alle coppie e ai gruppi di amici che vogliono condividere un’esperienza invece di limitarsi a osservare.
È divertente, curioso, colorato e soprattutto partecipativo. Si entra pensando di conoscere perfettamente i propri sensi e si esce dopo aver scoperto quanto sia facile metterli alla prova.
Non è il classico museo. Ed è esattamente questo il suo bello.
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