Nick Cave & The Bad Seeds tornano in Italia

Nick Cave & The Bad Seeds tornano sul palco del Lucca Summer Festival a distanza di 5 anni intensi che hanno visto tra le altre cose l’uscita di un docufilm sull’Artista Australiano ma soprattutto dell’ultimo album Skeleton Tree, acclamato unanimemente dalla critica mondiale.

Una nuova occasione per il pubblico del Lucca Summer Festival per perdersi tra le atmosfere sognanti delle melodie del gruppo e l’intensità poetica dei testi di Nick Cave.

Nick Cave è un Bad Seed. E’ un fatto semplice ma troppe volte ignorato. Nella nomenclatura classica del rock dove gli Artisti sono classificati come front man / backing band le nozioni preconcette di importanza sono inerenti. E’ facile focalizzarsi su Cave ed ignorare il fatto che in studio, e ancora di più sul palco, si trova spalla a spalla con un gruppo di musicisti con cui crea qualcosa di oltre ciò che ognuno di loro raggiungerebbe da solo. E’ ciò che Burroughs e Gysin chiamavano la Terza Mente “quando metti due menti insieme c’è sempre una terza mente, una mente superiore, un collaboratore che non si vede”. Questa fusione di menti nel processo collaborativo deiBad Seed li ha visti svilupparsi in uno dei più esaltanti e influenti gruppi di musicisti degli ultimi 30 anni.

The Bad Seeds si sono formati nel 1983 dopo che il gruppo precedente di Cave, The Birthday Party, si è disintegrato dopo durante una burrascosa ultima sessione di registrazione a Berlino. Libero dalle costrizioni di quello che è stata un tradizionale, anche se straordinaria, rock band, Cave assemblò un nuovo gruppo di visionari musicisti in modo da spingersi oltre i confini del rock contemporaneo.

La reputazione dei Bad Seeds è fondata sull’abilità di creare brani  capaci di vivere come opere d’arte.

Lo struggente The Boatman’s Call (1997) è un capolavoro d’inquietudine, Abattoir Blues / The Lyre of Orpheus (2004) è uno dei pochi grandi doppi album e Dig, Lazarus Dig!! (2008) rinvigorito da esperimenti di garage rock dello spin off della band Grinderman è viscerale come tutto ciò che la band ha creato fin dai suoi esordi post-punk. Dopo essersi affermati come una delle band più creative del panorama mondiale Push The Sky Away (2013), dall’inno sepolcrale We No Who U R fino all’epica Jubilee Street, fissa un nuovo riferimento per i Bad Seeds dove la sperimentazione strumentale si unisce ad alcuni dei testi più obliqui mai scritti da Cave. L’acclamato Skeleton Tree(2016) conferma la costante evoluzione che ha fatto la differenza tra Nick Cave and The Bad Seeds e gli altri. E’ andata avanti per 33 anni e non c’è ragione per cui debba fermarsi adesso.

Ivano Moriello

Giornalista da circa 15 anni, amo la musica e i viaggi. I concerti live sono il mio pane quotidiano e seguo con grande passione il calcio, tifando per il Napoli.

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