‘Pueblo’, Ascanio Celestino presenta il nuovo spettacolo al Romaeuropa Festival

Dopo aver presentato Laika nel 2015, Ascanio Celestini torna al Romaeuropa Festival dal 17 al 29 Ottobre al Teatro Vittoria per presentare, in prima nazionale,  la seconda tappa della sua trilogia. PUEBLO è la nuova produzione dell’istrionico artista, fra i più rappresentativi del teatro di narrazione. Ambientazioni dello spettacolo sono gli stessi luoghi in cui palpitava la vita della sua precedente creazione: la periferia, il bar, il supermercato, il marciapiede. «C’è un supermercato, un grande magazzino dove lavorano facchini africani. C’è un condominio nel quale vive il personaggio che racconta la storia. Ma se in “Laika” racconta ciò che vede, in questa seconda parte della trilogia accade il contrario: guarda e immagina la storia dei personaggi. In “Laika” si racconta il mondo, in “Pueblo” il mondo è tutto nella testa. Ma c’è poi tanta differenza?» si domanda Celestini.

Ed è in questi spazi reali e immaginari che vive Valentina, giovane cassiera che sogna di essere regina di un reame popolato dalle storie feroci e poetiche di altrettanti personaggi disillusi e traditi dalla vita. Voci differenti s’incontrano all’interno di un bar per ritrarre un universo fatto di povertà, ma capace di brillare come un diamante di rara bellezza o un mondo senza Dei -come quello di Laika– in cui, nonostante tutto, molti miracoli dovranno accadere.

Ad accompagnare questa nuova narrazione sono le musiche originali composte daGianluca Casadei«Sto in scena con Gianluca da molti anni. Lui suona ma scrive come un drammaturgo. Io racconto ma cerco di improvvisare come un musicista. Io penso che le due cose siano una sola (…) Nella musica, per quanto la si associ sempre alla matematica, accade qualcosa di simile. Lo strumento è l’arco del cacciatore. Il tempo non lo dà l’orologio, ma l’animale che stai seguendo. E nel mio teatro cerco di fare lo stesso. Non ho un testo a memoria. Mi muovo anche io dietro a una bestia» dichiara ancora Ascanio.

Pueblo è un nuovo ritratto dei margini della società, un invito per lo spettatore a identificarsi con i suoi protagonisti: personaggi che, al di là della loro particolare condizione sociale, come tutti noi, affrontano la propria condizione di esseri umani.

Nicola Maiello

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