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Walter Ricci pubblica “Neapolis Mambo”: il jazz napoletano incontra i ritmi del Sud America

Nuovo album per Walter Ricci (We Music)

C’è un punto preciso in cui il jazz incontra il sole del Mediterraneo e i ritmi caldi del Sud America. È lì che nasce “Neapolis Mambo”, il nuovo album di Walter Ricci, cantante e pianista jazz partenopeo tra i più riconosciuti della scena italiana e internazionale. Un disco che non è solo musica, ma un vero viaggio sonoro, in uscita il 16 gennaio in vinile, CD e digitale.

Con Neapolis Mambo, Ricci firma un nuovo capitolo del suo percorso artistico: un lavoro libero, curioso, profondamente identitario. Il jazz diventa il linguaggio comune attraverso cui si fondono mambo, cumbia, son, rumba, cha cha cha e conga, mentre la lingua napoletana – cantata con naturalezza e rispetto – si adatta sorprendentemente a queste pulsazioni esotiche, senza mai perdere autenticità.

L’album è registrato interamente in acustico, una scelta che restituisce un suono caldo, vivo, materico. Congas, timbales, marimba, xilofono, contrabbasso, fiati e pianoforte dialogano in modo naturale, lasciando spazio all’improvvisazione e alla dinamica. Ogni brano si sviluppa come una piccola scena cinematografica, capace di evocare immagini, luoghi e stati d’animo, tra eleganza, vitalità e colore.

Le undici tracce inedite raccontano una Napoli aperta al mondo, porto sonoro in cui le tradizioni non si scontrano ma si abbracciano. Da “’A Freva” a “Core Mio”, passando per “Neapolis Mambo” e “Malincunia”, la musica di Ricci rinnova la canzone napoletana e il mambo, proiettandoli in una dimensione contemporanea e internazionale.

«Neapolis Mambo è un incontro tra jazz e musica esotica, un paesaggio musicale ancora inesplorato – racconta Ricci – È una musica che nasce per portare felicità, per far muovere il corpo e sorridere l’anima». Una dichiarazione d’intenti che si riflette in ogni nota del disco.

Con questo progetto, Walter Ricci conferma la sua visione di un jazz accessibile, luminoso e non elitario, capace di parlare anche a chi non si considera un appassionato del genere. Un jazz che danza, che racconta storie, che guarda lontano senza dimenticare le proprie radici.

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