Melania Giglio porta in scena a Roma ‘Mimì in arte Mia Martini’

Da Martedì 6 a Domenica 25 novembre all’Off/Off Theatre, va in scena lo spettacolo Mimì in arte Mia Martini, di e con Melania Giglio, in scena con Mamo Adonà e Sebastian Gimelli Morosini, diretti dal regista Daniele Salvo in una produzione Cardellino S.r.l..
Dopo il successo della passata stagione di “Édith Piaf – L’Usignolo non canta più”, che ha collezionato sold out e lunghi applausi, l’attrice Melania Giglio torna in Via Giulia per rendere omaggio ad un’altra grande artista e interprete di canzoni che hanno segnato la storia della musica italiana, firmate dai più grandi autori per una voce che rimane salda nella memoria, quella di Mia Martini, per tutti Mimì.

Lucio Battisti, Baldan Bembo, Mogol, Ivano Fossati, Riccardo Cocciante, Claudio Baglioni, Paolo Conte, Francesco De Gregori, Vasco Rossi, Franco Califano, Mariella Nava, sono soltanto alcuni dei tanti autori che hanno scritto per Mia Martini e per quella sua voce considerata, insieme a quella di Mina, una delle voci più belle ed espressive della musica leggera italiana e che l’hanno consacrata al pubblico che non può e non vuole dimenticarla. Con questo approccio pregno di profondo rispetto e amore per l’immensa Mimì, la Giglio porta in scena uno spettacolo che riporta in vita l’essenza stessa dell’artista, attraverso una originale tessitura teatrale e l’interpretazione dal vivo di successi come Piccolo Uomo, Minuetto, E Non Finisce Mica Il Cielo, Almeno Tu Nell’Universo, La Nevicata del ’56, Mimì Sarà e tanti altri ancora.

SINOSSI:

Riportare in vita un mito è una missione difficile, ma è questo il compito ambizioso che Melania Giglio si propone e lo fa in modo speciale, quasi mistico, richiamando in terra uno spirito tormentato come quello di Mia Martini, donna sofisticata e intensa nell’animo e nella voce. Un’anima che non ha avuto pace nel suo breve passaggio terreno e che la troverà sul palco, grazie alla guida di due angeli interpretati da Mamo Adonà e Sebastian Gimelli Morosini, che avranno il compito di alleggerirle il peso di quel talento per cui forse ha pagato troppo. Saranno proprio queste due figure luminose, due guardiani, ad evocarne l’essenza d’innanzi al pubblico e insieme a quel pubblico Mimì ripercorrerà la sua vita riappacificandosi con lei attraverso le sue canzoni. Il rapporto con la sua imperfetta famiglia (ma quale famiglia non lo è?), i racconti degli amici amati e poi persi di vista. La stupida e beffarda diceria che l’ha vista troppe volte, esser tacciata di sfortuna, a tal punto da vedere una carriera rovinarsi sotto il peso della maldicenza. E forse farà pace soprattutto, anche con se stessa, con il suo talento e la sua voce d’amianto, croce e delizia, amore e invidia di molti. Mimì ci guarderà ancora negli occhi e nuovamente canterà per noi, spaccandoci il cuore come faceva un tempo. Perché questo era Mimì, era qualcosa che non si dimenticava e che ogni volta lasciava il segno, quello stesso segno ch’è rimasto nella memoria di tutti noi. Insieme a Melania Giglio, straordinaria interprete dalla voce penetrante, recitano Mamo Adonà, raro esempio di come una voce femminile possa risiedere in un corpo maschile e Sebastian Gimelli Morosini, ambigua voce dalla presenza androgina, protagonisti di uno spettacolo con canzoni interpretate rigorosamente dal vivo.

 

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