Surreal World, nuovo album di Emanuele Scataglini: ecco la nostra intervista

È uscito il 19 aprile Surreal World il nuovo album di Emanuele Scataglini, autore eclettico che spazia tra musica e teatro. Ecco cosa ci ha detto l’autore in questa intervista.

– Abbiamo notato molta cura in tutto il progetto, dalla produzione musicale, alla grafica fino alla vera e propria promozione. Ci parli di come ha amalgamato e sviluppato il tutto…

Ritengo Surreal World un disco completo sotto diversi aspetti. Uno tra tutti la varietà di suoni e di stili che ho ottenuto con la combinazione di strumenti elettronici ed acustici.

Ho scritto le diverse parti e su un software di composizione ho preparato tutte le tracce del disco. Ho fatto un primo mix con i suoni generati dai diversi synt.

Successivamente, ho iniziato la registrazione degli strumenti acustici in studio, partendo da quelli che suono di solito: percussioni, chitarre e basso. In seguito ho registrato i violini e le voci. Poi ho rifinito le parti per pianoforte scegliendo i diversi sintetizzatori. Ho realizzato un primo demo, un mix per indicare al tecnico del suono come doveva amalgamarsi il tutto; alla fine il tecnico ha fatto mix e mastering veramente ottimi.

Finita la parte dedicata al disco, ho voluto migliorare l’aspetto grafico e la promozione. L’agenzia Sonyca mi ha dato delle indicazioni di massima. La bellissima copertina è di Francesco Quadri. Ora Sonyca (www.sonyca.it) cura la promozione dell’album.

– Lei vanta un ampio repertorio di produzioni artistiche di vario genere: dal teatro alla musica. Può dirci come nasce una sua opera? Dove trova ispirazione? In quali momenti della giornata compone?

L’ispirazione nasce da diversi aspetti, una poesia, un quadro, uno stile musicale, un fatto di cronaca… La mia è una ricerca musicale personale e scrivere musica ad oggi non è la mia unica occupazione: spesso sono in prima linea ad organizzare eventi o a prendere contatti con possibili aziende. E poi c’è anche la mia attività di formazione, sto prendendo una terza laurea in Scienze dei Beni Culturali. Quindi è importante per me, quando scrivo musica, avere la giusta concentrazione; per fortuna la mia mente viaggia molto veloce.

A volte però l’ispirazione ti prende all’improvviso, potrebbe essere di sera, al mattino, a volte di notte. Dipende. Quello che è certo è che porto sempre con me della carta pentagrammata.

– La sua è certamente un’opera che possiamo definire “colta”, destinata ad un pubblico particolarmente attento e preparato.

Cosa ne pensa dell’attuale panorama musicale, e come può un artista come lei trovare spazio in un mercato fondamentalmente legato ad aspetti puramente commerciali?

La mia opera è sicuramente per un pubblico attento. Non la definirei un’opera colta, non si tratta di musica contemporanea alla Stockhausen, ci sono diversi artisti come John Metcalfe, Julia Kent, il gruppo Slow Dancing Society ed altri che fanno una musica che in parte si avvicina sia a Surreal World, che al mio disco precedente Electronic Eye.

Rispetto a loro io ho spesso la tendenza a cambiare genere, mi interessa anche la forma canzone, ad esempio. Quindi, per rispondere alla sua domanda, trovare il pubblico giusto non è facile, ma io mi rivolgo a degli ascoltatori più attenti e selettivi. Riguardo al panorama musicale attuale, ho i miei gusti personali che spesso vanno in contrasto con l’idea della maggior parte delle persone e dei critici, ma quando mi chiedono di creare della musica per degli store, penso al lavoro che svolgo con Moleskine, cerco sempre il giusto mezzo e il risultato soddisfa tutti.

– In un mondo dove tutti pensano ad apparire e dove le condivisioni social dilagano… quanto è importante per un artista come lei far parte di questa “universalità” online? Lei utilizza i social network come mezzo per raggiungere altro pubblico, o ritiene che la sua arte possa farne a meno? 

È sicuramente importante essere presenti online. In questo universo di condivisioni devi esserci: il problema è come. Io ho il mio sito Internet, Facebook ed Instagram, e anche Surreal World ha una sua pagina Instagram.

I social sono un’opportunità da un lato ed una gabbia dall’altro. Non li critico a priori: sono un’evoluzione della comunicazione digitale. Ti permettono di estendere le tue conoscenze, ma poi devi fare uno sforzo personale per approfondire ciò che ti interessa. Oggi la musica è spesso schiava del video stile Youtube, la rete ha spesso un approccio oculocentrico.

Credo sia importante in alcune occasioni restituire il primato all’ascolto lasciando libero il fruitore di immaginare ciò che vuole. Ciò nonostante lavoro spesso con artisti visivi e la mia la mia musica si adatta ad essere una colonna sonora per spettacoli e film.

– Surreal World è stato distribuito da poco tempo. Sta già lavorando ad altro, o si concederà una pausa in attesa di nuova ispirazione?

Surreal World sta diventando una performance multimediale: la prima esibizione del brano Night Time sarà a luglio, a Milano ad un festival di arti ispirate al surrealismo (le informazioni saranno sul mio sito Internet e sui social). Ora sto lavorando ad un disco in forma di canzone ispirato a Parigi ed alla Belle Epoque. Le prime composizioni risalgono al 2012, quando erano state realizzate per dei concerti presso diversi istituti di cultura   italiana in Francia, ma anche in Germania ed Austria. In realtà il disco fa parte di una trilogia, c’è già una piece teatrale “Il Giocoliere” che ho avuto occasione di rappresentare e un romanzo che sto scrivendo. Il disco però potrà essere ascoltato indipendentemente dalle altre parti. Come secondo progetto lavorerò ad un album strumentale dedicato al mare anche qui ho già del materiale che devo elaborare. Come vede non sono capace di riposarmi.

Ivano Moriello

Giornalista da circa 15 anni, amo la musica e i viaggi. I concerti live sono il mio pane quotidiano e seguo con grande passione il calcio, tifando per il Napoli.

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